In principio era il tailleur. Quello di Gabrielle Chanel, che negli anni Cinquanta si impose per il suo stile elegante e disinvolto. “Il tailleur Chanel è fatto per la donna che si muove” diceva Coco. E col tailleur ecco la giacca di tweed. Dritta. Strutturata. Ma super comoda. Tanto che Mademoiselle prendeva le misure facendo incrociare le braccia sulle spalle. La caduta perfetta, grazie a una catena di metallo posta all’interno del lato basso della fodera. Una spighetta a sottolineare i bordi e le tasche. E poi i bottoni, come gioielli con la testa di leone (segno zodiacale di Coco) o una camelia o ancora, dal 1959, con la doppia C. Così la giacca Chanel è diventata un cult. Oggi come allora nulla è mutato. Karl Lagerfeld le ha dato nuova vita, staccandola dalla gonna coordinata, osando accostamenti e tessuti imprevedibili perché “ci sono cose che non passano mai di moda: i jeans, una camicia bianca e una giacca Chanel”.













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